Editoriali

Il trattamento della neovascolarizzazione coroideale nella degenerazione maculare miopica

Il trattamento della neovascolarizzazione coroideale nella degenerazione maculare miopica
Negli ultimi anni i progressi scientifici hanno dimostrato come la terapia farmacologia con iniezioni intravitreali di anti-VEGF rappresenti una nuova frontiera che ha ampliato e migliorato l’efficacia della cura della CNV nel miope elevato ma che necessita di essere validata con studi più ampi e con maggiore follow-up

Alfredo Pece

La miopia patologica (PM) è una delle cause principali di diminuzione visiva nel mondo tra i 20 e i 50 anni di età. La prevalenza della PM varia tra il 2 e il 9% ed è in relazione alla razza e all’età della popolazione.
La sua prevalenza è alta specialmente nell’Asia ed in relazione alla scolarità.

PATOGENESI
I meccanismi patogenetici della miopia non sono ancora chiari anche se un ruolo importante lo hanno i fattori genetici e ambientali. La PM è caratterizzata da una lunghezza assiale superiore a 26mm con alterazioni degenerative secondarie della sclera, coroide, membrana di Bruch e dell’epitelio pigmentato (RPE).
Tra le alterazioni più frequenti al polo posteriore segnaliamo lo stafiloma posteriore, il crescente attorno il nervo ottico, l’atrofia corioretinica, le rotture della Bruch (lacquer cracks) e infine lo sviluppo della neovascolarizzazione coroideale (CNV).

CNV NELLA MIOPIA PATOLOGICA
La CNV colpisce circa il 5-10% dei pazienti miopi ed è predominante nelle donne. La sede della CNV è prevalentemente subfoveale (60-70% dei casi) e colpisce giovani adulti nella quarta e quinta decade di vita. L’evoluzione della CNV può essere lenta o rapida e comunque ha una prognosi negativa nel tempo con la formazione della macchia di Fuchs. Spesso è bilaterale.

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