Editoriali

Il costo di un decimo di vista

Il costo di un decimo di vista
Viviamo una fase storica per l’oculistica ma dal futuro quanto mai incerto

Quanti guai porta la ricerca, quanti problemi dobbiamo affrontare ora che abbiamo a disposizione diversi farmaci per la degenerazione maculare legata all’età essudativa e per le malattie vascolari della retina!
Forse stavamo meglio in un regime di monopolio terapeutico nel quale esisteva solo la terapia fotodinamica. Il progresso si sa ha i suoi costi e ovviamente c’è chi inizia a fare i conti dei costi necessari per conservare la vista dei pazienti affetti da degenerazione maculare legata all’età. Come in tutte le cose c’è chi i conti li fa partendo da un ragionamento scientifico e per questo motivo accettabile oppure chi infischiandosene allegramente delle sperimentazioni cliniche e prestando l’orecchio solo alle logiche dei capetti delle corporazioni che di scientifico hanno molto poco, autorizza il rimborso a carico del Sistema Sanitario Nazionale di un farmaco autorizzato per curare i tumori del colon a scapito di altri farmaci che pur essendo stati autorizzati per essere iniettati dentro l’occhio, sono stati relegati nel limbo della fascia C ospedaliera. 
Questo è un semplice messaggio per dire solo una cosa: scordatevi di ricevere presso le strutture sanitarie pubbliche farmaci di comprovata sicurezza ed efficacia perché costano troppo, meglio utilizzare quelli a basso costo, per altro simili come struttura molecolare, ma mai sperimentati per essere iniettati dentro l’occhio. Meglio utilizzare i soldi per fini più nobili….. che curare chi veramente è malato!

Chi sostiene la tesi del farmaco a basso costo si barrica dietro il fatto che tutti lo utilizzano, in Italia e nel mondo (io per primo lo uso da ormai due anni!) e in gran parte nel privato. Ma perché? Per il semplice fatto che gli altri farmaci sono cari e non rimborsabili….e non sto parlando dei colliri per il glaucoma il cui prezzo unitario non è certo di mille euro ma il cui utilizzo a vita porta certamente ad un costo globale altrettanto elevato…ma tanto a loro ci pensa la nota 78!.

Certo, si tratta delle solite case multinazionali che pensano solo a introitare soldi e a speculare sulla salute della gente. 
Pochi sanno o fanno finta di sapere che 
– 1. le case farmaceutiche sono società che devono finire l’anno guadagnando soldi, come qualsiasi società; 
– 2. le case farmaceutiche prima di poter far entrare un farmaco in commercio con specifiche indicazioni terapeutiche e vie di somministrazioni, devono dimostrare che il farmaco sia sicuro ed efficace; 
– 3. per dimostrare la sicurezza ed efficacia di un farmaco sono necessarie sperimentazioni cliniche che costano milioni di euro.

Come in tutte le cose, l’Italia ancora una volta si contraddistingue come il paese dove è vero tutto e il contrario di tutto e dove ancora una volta viene tracciata una linea netta di demarcazione sociale tra coloro che potranno farsi carico delle spese per ricevere il gold standard della terapia per le maculopatie essudative e coloro che invece non potendo permettersi di sborsare migliaia di euro dovranno rivolgersi al Sistema Sanitario Nazionale per essere curati con un farmaco utilizzato per curare i tumori del colon. 
In questa fase storica per l’oculistica ma dal futuro quanto mai incerto, noi tutti dobbiamo fare atto di autocritica e cambiare rotta, cercando di lasciarci dietro per una volta i nostri interessi di bottega per privilegiare gli interessi di tutta la comunità.

Don't miss out. Subscribe today.
×
×