Editoriali

Chi vincerà la sfida nella diagnostica per immagini nell’era della terapia anti-VEGF?

Chi vincerà la sfida nella diagnostica per immagini nell’era della terapia anti-VEGF?
Intervista al Dr. Philip J. Rosenfeld del Bascom Palmer Eye Institute di Miami

MIAMI – 8 Maggio, 2006 – Il Bascom Palmer Eye Institute dell’Università di Miami ha annunciato in questi giorni i risultati a un anno dello studio clinico denominato PrONTO (Prospective Optical Coherence Tomography Imaging of Patients with Neovascular Age-Related Macular Degeneration Treated with Intra-Ocular Lucentis). Lo studio PrONTO è uno studio prospettico, non-controllato disegnato per valutare l’uso dell’OCT come mezzo per determinare quando un paziente necessita una iniezione di Lucentis. Il Lucentis è un antiocorpo monoclonale che da qualche giorno è stato autorizzato dalla FDA americana per il trattamento della degenerazione maculare legata all’età umida. Il Lucentis blocca il VEGF, una proteina che gioca un ruolo importante nella formazione della neovascolarizzazione secondaria a degenerazione maculare legata all’età.
Mediamente i pazienti nello studio PrONTO ricevevano da 5 a 6 iniezioni intraoculari di Lucentis in un anno. Tutti i pazienti venivano sottoposti a OCT durante le visite di follow-up per stabilire quando era necessario la ripetizione del trattamento. Nel complesso, la funzione visiva media migliorava nell’occhio trattato di almeno due linee. Inoltre, l’82% dei pazienti manteneva o migliorava la funzione visiva e il 35% dei pazienti migliorava di tre linee, equivalente ad un raddoppio della funzione visiva di partenza. Il miglioramento della funzione visiva era associato ad una diminuzione della diffusione del liquido dai neovasi e di conseguenza ad una riduzione dello spessore retinico.
“Usando l’OCT, siamo stati in grado di eseguire un numero inferiore di iniezioni, ottenendo un miglioramento della funzione visiva nella maggior parte dei 40 pazienti seguiti”, così ha affermato il dr. Philip J. Rosenfeld, MD, Ph.D., professore associato di oculistica al Bascom Palmer Institute e responsabile dello studio PrONTO. “Oltre al miglioramento della funzione visiva, il Lucentis sembra aver determinato la riduzione della diffusione del liquido dai neovasi ed abbiamo osservato un miglioramento della anatomia normale della macula”.
Un altro aspetto dello studio PrONTO era quello di determinare quanto velocemente il Lucentis bloccava la diffusione del liquido e la crescita della neovascolarizzazione in questi pazienti affetti da degenerazione maculare legata all’età umida. Utilizzando l’OCT come mezzo diagnostico, Rosenfeld ha osservato un miglioramento della anatomia della regione maculare entro un giorno dopo l’iniezione con un miglioramento della funzione visiva entro due settimane ed un progressivo miglioramento che si vericava nella maggior parte dei pazienti nei primi tre mesi dello studio.
A parte i tipici ma trascurabili disturbi che si verificavano subito dopo l’iniezione, nello studio PrONTO non si verificava nessuna seria complicanza oculare o sistemica durante il primo anno di follow-up. Nel complesso il farmaco risultava essere sicuro e le iniezioni erano ben tollerate dai pazienti. Ad oggi, nessun paziente ha voluto o dovuto abbandonare lo studio che continuerà ancora per un anno.
Dopo tre mesi, la maggior parte dei pazienti manteneva il miglioramento con una iniezione ogni 3-4 mesi previa valutazione con l’OCT. Tuttavia alcuni pazienti possono avere bisogno di più iniezioni mentre altri possono non averne bisogno. Dopo 1 anno circa il 17,5% dei pazienti non necessitava di una nuova iniezione e solo il 20% ne riceveva una seconda. Il tutto sembra molto variabile ma facilmente valutabile utilizzando l’OCT.
“Non ci deve sorprendere il fatto che non tutti i pazienti sono uguali e la valutazione con l’OCT consente di eseguire un trattamento che sia fatto su misura per le necessità di quel paziente”, afferma Carmen Puliafito, MD, MBA, professore di Oftalmologia e direttore del Bascom Palmer Eye Institute. 

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