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Abbassamento della acuità visiva e metamorfopsie in OD

massimonicolo

Abbassamento della acuità visiva e metamorfopsie in OD
Novembre 2006 – Caso del Mese

Il caso clinico di questo mese riguarda una donna di 42 anni che viene sottoposta a visita oculistica per un abbassamento della acuità visiva e metamorfopsie in OD.
La funzione visiva con migliore correzione in OD è 5/10 e in OS 9/10
Segmento anteriore nella norma
PIO 14 mmHg OO
Segmento Posteriore (vedi foto a colori e fluorangiografia).

Come possiamo interpretare questo quadro oftalmoscopico? >>


SOLUZIONE
Il quadro oftalmoscopico lascia pochi dubbi di interpretazione. Un grazie va alle colleghe Chiara Rinaldi di Milano e Claudia Daniele di Perugia per l’interesse che hanno manifestato mandando i loro commenti.
Si tratta di un caso tipico di strie angioidi. La diagnosi differenziale tuttavia comprende la degenerazione maculare legata all’età, la sclerosi coroideale, i crack di laquer della miopia, l’emorragia traumatica e la rottura della coroide.

Tipicamente le strie angioidi si associano a patologie sistemiche come lo Pseudoxantoma elasticum, la malattia di Paget o le emoglobinopatie. In questo caso la signora presentava lo pseudoxantoma elatico di entità a cui nessuno aveva mai dato molta importanza. In ogni caso eseguire una biopsia cutanea è sempre la scelta più corretta, anche in assenza di evidenti lesioni cutanee, in quanto i pazienti con pseudoxantoma elasticum possono essere a rischio di sanguinamenti gastrointestinali, aneurismi intracranici, ischemia cerebrale.

Le strie angioidi sono causate da una rottura della membrana di Bruch. Si tratta di linee irregolari, curvilinee di color rosso che si irradiano dall’area peripapillare in tutte le direzioni.
I pazienti spesso sono asintomatici ma in circa l’86% dei casi vanno incontro ad un calo delal vista per la formazione di neocascolarizzazione coroideale che costituisce la complicanza più frequente.
Ad oggi nessun tipo di trattamento si è dimostrato efficace nel fermare l’evolversi della neovascolarizzazione coroideale. La terapia fotodinamica non ha portato a risultati soddisfacenti e la maggior parte dei pazienti vanno incontro ad un progressivo calo della funzione visiva centrale. Anche questa paziente è stata sottoposta a PDT in OD per la comparsa di una membrana neovascolare che dopo tre trattamenti non è stato possibile arrestare.

Nel prossimo futuro è probabile che la terapia con gli anti-VEGF possa dare qualche speranza in più ai pazienti che presentano una neovascolarizzazione coroideale come complicanza delle strie angiodi (Acta Ophthalmol Scand. 2006 Dec;84(6):835-6. Teixeira A, Moraes N, Farah ME, Bonomo PP.).