Autore: Occhio alla Retina

Autofluorescenza nella Corioretinopatia Sierosa Centrale

L’autofluorescenza è una metodica nota da diversi anni ma solo di recente grazie ai nuovi filtri disponibili in commercio è stato possibile studiare nei dettagli le caratteristiche del fondo normale e patologico. In particolare la autofluorescenza in corso di corioretinopatia sierosa centrale e’ un argomento estremamente di attualità e utilità sia per migliorare la conoscenza della malattia che per meglio curarla

Neovascolarizzazione coroideale classica extrafoveale secondaria a degenerazione maculare legata all’età

Maschio di 71 anni riferisce recente calo del visus in OS, visus 3/10.
L’esame oftalmoscopico mostra ampio sollevamento sieroso del neuroepitelio interessante la macula. Inferiormente si apprezza una emorragia retinica. L’esame OCT conferma la presenza del sollevamento sieroso e la scansione passante per l’emorragia mostra la presenza di un tessuto ipereflettente.

Bevacizumab e Infiammazione

Edema maculare diabetico: pungere o sparare?
A due anni di distanza, la fotocoagulazione focale/a griglia si è dimostrata più efficace e sicura dell’iniezione intravitreale di triamcinolone privo di conservanti sia al doaggio di 1 mg che 4 mg nella maggior parte dei pazienti con edema maculare diabetico (EMD).

Chirurgia vitreoretinica con sistema a 25 gauge

ho il piacere questo mese di allegarvi il lavoro di un gruppo italiano di chirurghi vitreoretinici, capeggiati da Fabio Patelli.
Il lavoro è uscito sul numero di Luglio della rivista Retina e riguarda la chirurgia vitreoretinica con sistema a 25 gauge.
Gli autori mostrano i risultati su una casistica di più di cento pazienti, affetti dalle più comuni patologie dell’interfaccia vitreoretinica e vascolari della retina.

Diabete e chirurgia della cataratta

Le conclusioni del lavoro del gruppo di Neil Bressler che uscirà prossimamente su Ophthalmology, sono chiare. La chirurgia della cataratta può indurre un aumento dell’edema maculare in pazienti affetti da retinopatia diabetica non proliferante e portare ad un limitato recupero visivo a 3 mesi. Ancora una volta è l’OCT l’esame che ha consentito di arrivare a queste conclusioni.

OCT, un esame diventato insostituibile

L’avvento dell’OCT in questi ultimi anni ha rivoluzionato il modo in cui gli oculisti affrontano le malattie della macula. Se fino a pochi anni fa si parlava di trattamento eseguito sotto la guida angiografica, in particolare del verde indocianina, oggi per la prima volta si parla di decisione terapeutica guidata dall’OCT.

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